E così, per dare un po' di riposo a quelle (poche) altri parti del cervello che ultimamente erano un po' surriscaldate, ho incominciato a suonare la fisarmonica, anzi, l'accordeon, per la ville lumière.
Permette di sognare melodie calde, romantiche e zompettanti. Inspira quando lo si apre e respira quando lo si richiude, sbuffetta e sembra che si faccia un bel pisolo ronfando. Qualcuno che non ha nulla a che fare con ritmi veloci: un po' come lo yoga, ti invita a concentrarti sulla respirazione, calmando ogni frenesia. Si lascia portare in giro e sballottare in metropolitana ogni sabato mattina per andare al corso nel cuor di Parigi. Rue de la lune, e dove altro, sennò potrebbe mai stare un negozietto di accordeon, se non sulla luna, in un posto fuori dalla bolgia della grande città? Piccola stradina, tutta sali-scendi, con casette e negozietti dall'aria addormentata, rimasti uguali negli anni e nei decenni.
Dentro, fisarmoniche e organetti dai nomi tedeschi e italiani, ritrovo persone che considerano l'Italia un gran paese: Castelfidardo è la gran signora, circondata da un alone di ammirazione e riverenza per l'opera maestra degli artigiani.
Perchè si va via dal proprio paese ma ci si ritrova immersi nelle sue tradizioni, per ritrovarne un'anima creativa, per capirlo e riinterpretarlo a modo proprio.
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| Rue de la Lune |
| Imparando la scala di do maggiore |
