domenica 13 gennaio 2013

Rue de la lune

Una volta lessi da qualche parte che quando si fa un'attività artistica, si dipinge, si suona uno strumento, si ascolta della musica, delle parti del cervello si attivano. Parti che, altrimenti, non usiamo mai. Sarà per questo che una volta che nella vita si incomincia a suonare, non si può più farne a meno? Che se ne è sempre attirati e una voglia di esplorazione non ci lascia mai?

E così, per dare un po' di riposo a quelle (poche) altri parti del cervello che ultimamente erano un po' surriscaldate, ho incominciato a suonare la fisarmonica, anzi, l'accordeon, per la ville lumière.

Permette di sognare melodie calde, romantiche e zompettanti. Inspira quando lo si apre e respira quando lo si richiude, sbuffetta e sembra che si faccia un bel pisolo ronfando. Qualcuno che non ha nulla a che fare con ritmi veloci: un po' come lo yoga, ti invita a concentrarti sulla respirazione, calmando ogni frenesia. Si lascia portare in giro e sballottare in metropolitana ogni sabato mattina per andare al corso nel cuor di Parigi. Rue de la lune, e dove altro, sennò potrebbe mai stare un negozietto di accordeon, se non sulla luna, in un posto fuori dalla bolgia della grande città? Piccola stradina, tutta sali-scendi, con casette e negozietti dall'aria addormentata, rimasti uguali negli anni e nei decenni. 

Dentro, fisarmoniche e organetti dai nomi tedeschi e italiani, ritrovo persone che considerano l'Italia un gran paese: Castelfidardo è la gran signora, circondata da un alone di ammirazione e riverenza per l'opera maestra degli artigiani.

Perchè si va via dal proprio paese ma ci si ritrova immersi nelle sue tradizioni, per ritrovarne un'anima creativa, per capirlo e riinterpretarlo a modo proprio. 



Rue de la Lune

Imparando la scala di do maggiore