mercoledì 29 agosto 2012

Agnese

Benvenuta Agnese!!

Aspettiamo la tua prima foto, per il momento c'è una perla di tua mamma tanti tanti anni fa con le tue zie!


... e di tua mamma Scout!





domenica 26 agosto 2012

CoseaCaso che ZucchErano la vita: random sunny moments

Beauty, si chiamava. 
Per raggiungerlo bisognava passare per Peace e poi Harmony, era proprio l'ultimo in fondo al bosco. Nonostante il nome, il bungalow nel campeggio era alquanto misero, però, l'atmosfera del posto era magica. Sui paletti catarifrangenti messi in fila lungo la strada nel bosco c'era scritto "Peace, Love, Joy" e sul caminetto nella sala da pranzo: 


"Of all hours in life count only sunny ones"

Oggi ho deciso di mettere in pratica a modo mio questo consiglio zuccherato e di tradurlo in:

"Cose a caso che zuccherano la vita"

Sono tante piccole cose speciali che per me rendono meno amaro tutto il resto. 



Stare in spiaggia al sole a guardare i surfisti
Sfornare il tuo dolce preferito
Mangiare il tuo dolce preferito
Super giornata di sci
Sauna dopo una super giornata di sci
Colazione a letto sotto a un piumone enorme con il tuo amore
Passare la notte sdraiata fuori a guardare le stelle (se con il tuo amore tanto meglio..)
Giocare con Pepe
Ritrovare i tuoi amici dopo tanto che non li vedi
... Aggiungete!

venerdì 24 agosto 2012

California del nord: nebbia, fantasmi e foche

.. e all'improvviso fu la Scozia: laghi, lagune, paludi e nebbia nebbia nebbia nebbia. Accontentarsi del Sole per non più di un'ora e mezza al giorno. Sarà un caso che ho passato un paesino di nome Inverness? Aspetto solo il mostro di Lockness adesso.. 



L'oceano lo si riesce a vedere nei primi dieci metri dalla spiaggia, poi solo nebbia.. però nei primi dieci c'è da rifarsi gli occhi con i surfisti! E a cena ostriche e salmone selvaggio, compensa l'amaro della nebbia, no?

Ma la zuccherata migliore di tutte te la danno le fochine, con le testoline tonde e gli occhioni che escono dalle onde e ti guardano interrogative. 


Siesta dopo mangiato

Lo so, ai fantasmi non ci crede nessuno, però.. quando dormite in una scricchiolante capannina di legno che si chiama Capitain Will (pirata locale) circondata dalla nebbia qualche pensierino ce lo fate.

E poi, paesini da far-west con tanto di saloon e anche pieni di nomi italiani, di viticoltori, proprietari di spacci e alberghi, accanto ai negozietti new-age con cibi, vini, libri e magliette biologici: a volte gli americani sono la caricatura di sé stessi..


lunedì 20 agosto 2012

28 orchidee e una gatta

Ricordi Beat impacchettati? Macché, evoluti! 

Il nostro padrone di casa ha soppiantato le piante di maria in giardino con quelle medicinali e si è dedicato al Feng Shui. Ci ha spiegato molto seriamente che le orchidee rompono le linee rette, dice lui, garantendo un costante flusso di energia nello spazio vitale. Conclusione, dobbiamo prenderci cura delle 28 orchidee sparse in ogni stanza. 


A-ha, dico io, finchè devo innaffiare le margherite in vaso ancora ancora ci arrivo, ma, io, nella mia vita, di orchidea ne ho avuta una sola e nel giro di pochi mesi era ridotta a un misero stelo..
Forse bisognerebbe spiegare al padrone di casa che si sta illudendo ti tornare tra qualche mese con un vortice di energia tra le quattro pareti..

Sala rianimazione delle orchidee


Per fortuna Chloé (gatta) aumenta la mia confidenza nella capacità di interagire con un mondo vivente parallelo: è così avanti che sta prendendo lezioni di svizzero-tedesco. Ieri sera, in più, c'era Orsa Maggiore (detta Meggy), il cane-orso più bello che ci sia!


Chloé

sabato 18 agosto 2012

Un passo indietro: Berlino

All'inizio fu Berlino. 
Città che di amaro se ne sta scrollando di dosso parecchio. Soprattutto l'estate, quando tutti i bimbi biondi sono a giocare per strada, in quartieri da alternativi-ecologisti-con-i-soldi. Niente da ridire, soprattutto visto che le biciclette e i girasoli alle finestre mi sembrano uno dei modi migliori per zuccherare la vita. 




Tra l'altro, per zuccherare un po' Parigi cosa c'è di meglio di un completo di verdi amiche toscane a casa? 

Ecco, Berlino mi lascia l'amaro in bocca, perchè, se potessi, ci andrei a vivere subito. La pigrizia d'imparare il tedesco mi attanaglia..



venerdì 17 agosto 2012

Berkeley

Non avrebbe senso incominciare Amaro ancora in Italia. Né quando già a Parigi. 
Lo comincio in una via di mezzo, in un altro paese, che con l'Europa non ha nulla a che fare: Berkeley, California. Posto in cui di stranieri sotto i ponti ce ne sono passati tanti, anche della mia famiglia, inseguendo sogni o scappando da impaludamenti. L'amaro di chi (si) costruisce sempre lontano.

San Francisco è un po' l'emblema di Amaro: creata sul sudore e le ossa degli immigrati di mezzo mondo, risplende di allegria e spensieratezza. Eppure, c'è un retrogusto amaro: di gente che tutto ha lasciato e tutto ha ricostruito. O anche di gente che niente ha voluto lasciare e tutto si è portata dietro, contro ogni nuova identità, spostando il corpo ma non il cuore. Forse perchè l'amaro dell'estraneità può essere così impregnante e assillante che è meglio zuccherarla facendo diventare stranieri gli altri, quelli che non vengono dal tuo stesso paese.

San Francisco è amara anche nei ricordi della Beat generation, di un mondo che si è perso e si ritrova impacchettato nei negozi pseudo-hippy. C'è anche l'amaro dei quartieri dei vecchi immigrati, di Alcatraz in mezzo alla baia, onnipresente da ogni angolo di strada. 

Eppure, qui la gente è zuccherata. 






Dedicato a..

Amaro è una pagina bianca per raccontare 

ciò che rende il sangue amaro e ciò che lo zucchera, mondi nuovi e mondi ritrovati, stampati nella memoria degli odori e dei gusti 

di chi, come me, sta scalando la montagna dei propri sogni


Amaro è una pagina bianca per non perdere tutte quelle grandi persone che restano. Mentre io, je me casse. Perchè, alla fine, la domanda resta: "sono la persona sbagliata nata nel paese giusto o la persona giusta nata nel paese sbagliato?"

Amaro lo dedico a Lara, Anna, Marti, Sere, Laura, Emily, Marco, Lorenzo, Anita, Gigia, Vieri, Ilaria, Marco, Matteo, Elena, Niccolò, Angelica, Fabio, Virginia, Francesco e a coloro che sono felici di restare. Ma anche a quelli che si sentono sempre un po' stranieri nelle loro case, restando con un po' di amaro in bocca, ma con la certezza di scalare la montagna giusta, ovunque essa sia.