sabato 23 febbraio 2013

Maglione naftalinoso

Era una notte buia e nevicosa. Tak tok tak tok, l'eco dei tacchi lungo il pavimento bagnato di antiche strade medioevali. Una sala da ballo, un corridoio degli specchi, la navata centrale di una chiesa senza tetto: come appena sbucata in una fiaba tra le vie veronesi.



Era una notte buia e nevicosa, niente più sole parigino, ma tanto più calore familiare.

Per tre giorni riprendo la vita italiana, che ogni volta metto in un baule con la naftalina. Quando ci rientri dentro, all'inizio resti senza respiro, brucia la gola, come quando metti un maglione ricoperto di naftalina.

Però il maglione è caldo, accogliente, pieno di ricordi, un viaggio all'indietro nel tempo... E sei contenta di mettere da parte i tacchi parigini per delle vecchie morbide pantofole.


sabato 2 febbraio 2013

Sei rumena?

Periferia nord di Roma. Autobus per le piccole medie zone industriali e per i molteplici nuovi agglomerati che spuntano tutt'attorno. 

Tengo la valigia con me, occupando il posto accanto, il bagagliaio dell'autobus non si può aprire. 

Avere un posto a sedere è un lusso (me ne rendo conto dopo) e persino nel corridoio si sta con il mento sulla spalla di quello davanti. Metto le gambe sulla valigia e libero il posto accanto, un signore ci si siede, ma, chiaro, né io né lui siamo comodissimi. 

"Mi scusi per la valigia, ma il bagagliaio è rotto, la devo tenere con me"
"Ma che 'stai à scherzà? Già che c'ho un posto a sedé.." 
pausa di 10 secondi
"Ascimianguarì"
"Come prego?
"Ascimianguarì!"
"Scusi, non capisco"
"Ma che sei rumena?"
"No.."
"Ah, sei così gentile, "mi scusi", mi dai del "lei", pensavo ch'eri rumena!"

......