domenica 30 giugno 2013

Pigrizia equatoriale

Ritorniamo a est, sempre in direzione Kenya, ma stavolta svoltiamo a Nord dopo le sorgenti del Nilo. Ci sballottoliamo per due ore su una serie di buche che qualcuno vorrebbe chiamare "strada". 

La mia pelle qui è fluorescente, attira gli sguardi di tutti, vecchi e bambini, donne e uomini. Ancora di più quando durante la seconda tappa di interviste ero l'unica occidentale. E così, un po' forse anche per diminuirne la luminescenza, a volte è utile mettersi da parte. 

Anche perchè ho l'impressione di capire abbastanza poco quello che mi succede intorno: telepatia. E' l'unica possibilità. Senza quasi parlare tra loro i miei colleghi del team locale prendono un sacco di decisioni e iniziative. Stavolta non c'è la mia prof a dettar legge e così io mi metto da parte, e, un po' per antropologa curiosità, un po' per divertirmi a scambiare i ruoli, e un po' per sperimentare della sana pigrizia equatoriale, mi limito a osservare come il team local gestisce la ricerca dei contadini e le interviste. 

Così, dal comodo pick-up in cui mi trovavo, non faccio obbiezioni quando mi ficcano dentro un autobussino sgangherato che con mia enorme sorpresa esce indenne dalla serie di crateri che attraversiamo per raggiungere le fattorie!


Una cosa il team ha capito che funziona bene: la selezione randomizzata delle persone da intervistare. Così, con mia notevole sorpresa (la seconda della giornata) partiamo alla ricerca dei contadini che sono stati scelti a caso dalla lista dei membri della cooperativa locale. Prima di trovare il nostro lasciamo gli altri in varie fattorie:


E poi, dopo aver chiesto diverse volte indicazioni per strada a donne e bambini un po' stralunati a vedere il nostro furgoncino in mezzo alle campagne, ecco che troviamo il nostro contadino:


Ed ecco la sua mucca, che, però, poverina, non fa mai pascolare e tiene legata ad un albero con la sua mamma vicina:


Ci predisponiamo per l'intervista sotto a un albero di avocado e chiedo alla nostra guida (che non ha mai usato una macchina fotografica in vita sua) di farmi una foto col traduttore. Nonostante qualche difficoltà per spiegargli come inquadrare un soggetto con una macchina fotografica, il risultato non è male!


Finita l'intervista chiedo al nostro contadino di farci visitare la sua fattoria: non potevo farlo più felice!! Ci mostra ogni pianta, e soprattutto tutte quelle per dare da mangiare alle mucche!




Ed è così felice di essere stato intervistato che alla fine ci regala dieci pannocchie di mais!

il furgoncino ci torna a prendere e ripassiamo dal villagio, dove i bimbi sono sempre divertiti dalla mia pelle



 E poi ritorno a Kampala passando dalle sorgenti del Nilo!












lunedì 24 giugno 2013

Buikwe

Direzione est, strada per arrivare in Kenya. Noi ci fermiamo prima, a Buikwe e partiamo alla ricerca delle mucche e dei contadini.

Lungo la strada ci sono piantagioni di tè, che qui bevono con il latte bollente invece che con l'acqua



Dopo appena tre ore di strada eccoci a Buikwe! troviamo la sede della cooperativa di contadini produttori di latte in un negozio di prodotti veterinari


con la lista dei 300 contadini della zona, cominciamo a selezionarne alcuni in maniera randomizzata per andare a intervistarli


Uno dei veterinari della zona insiste per portarci a intervistare un contadino che conosce lui, che chiaramente non se la passa tanto male, guardate che casetta, giardino e campi:




Il giorno dopo invece insistiamo per selezionarli a caso dalla lista, e così a me tocca il primo. L'intervista la facciamo sotto l'albero dell'aia, con le galline che si rincorrono intorno a noi e le mucche che brucano l'erba



Passiamo per il gruppo di produttori locali di latte e cerchiamo di ritrovare il resto della squadra sparsa per la campagna


I bimbi sono curiosi di vedere un bianco, "Mzungu" in Luganda (la lingua Ugandese) e vengono dalla scuola accanto a vedermi:



Riprendiamo il nostro pick-up e andiamo a cercare gli altri


Ritroviamo il resto della squadra, alcuni stanno facendo un focus group sotto a un albero con i contadini locali..



.. e dei bimbi passano portando sulla testa l'Elephant Grass, che poi danno da mangiare alle mucche


 Dopo i contadini, adesso devo intervistare un capo villaggio, ci mettiamo all'inizio sotto un albero, ma incomincia a piovere e allora ripariamo dentro una scuola vicina, sui cui muri ci sono moniti a comportarsi bene e a non prendere l'AIDS



Il preside della scuola ci offre gentilmente il suo ufficio per fare l'intervista, e così ci sediamo, io, l'interprete e il capo villaggio, circondati dai lavori dei bambini su come evitare l'AIDS


Ripartiamo all ricerca di altri contadini e i bimbi incuriositi ci salutano!


Non riusciamo a trovare nessuno, c'è un funerale e tutti gli adulti dei villaggi della zona vi si stanno dirigendo. Siamo costretti a cambiare zona, ma a un certo punto il pick-up non può più avanzare, e così ci inoltriamo a piedi!


Ed eccole qui le mucche!





Mi metto con il mio interprete a intervistare una donna vedova con quattro figli e ci mostra come dà da mangiare alle sue mucche


Dopo questi due giorni così arricchenti si torna a Kampala, ma la vista dal mio albergo non cambia molto rispetto alle foreste che ho attraversato:



sabato 22 giugno 2013

Keep kalm and eat matoke!

Ogni anno è la stessa storia, la stessa ansia. Leggi tutti gli annunci, cerca altri siti, chiama, scrivi email, organizza.. Ogni anno devo trovare una casa nuova. Ora persino in Uganda. Il momento da me temuto è arrivato.

La mia prof è partita e ora mi ritrovo da sola. Con in più il fatto di dover lasciare l'albergo dove siamo state (non che mi piaccia vivere in albergo ma almeno è meno faticoso per brevi periodi) e cercare in fretta una casa. Che palle..

Almeno spero che da adesso i ritmi di lavoro siano più tranquilli, che possa godermi i weekend. Ma già so che non avrò vacanze, dovrò lavorare qui fino all'inizio di settembre. Che palle..

Insomma speriamo si aggiustino un po' le cose. Intanto incomincio a adeguarmi ai ritmi africani e a porre un po' di resistenza passiva alla mia prof.
Keep kalm and eat matoke!


martedì 18 giugno 2013

Alla ricerca delle mucche ugandesi!

Direzione: Bukwei.
Finalmente, al quarto giorno, dopo rinuioni, presentazioni, pause caffé e un bel po' di terra rossa ingerita per le strade, si parte per la campagna. Incominciano le interviste con i contadini, i capi villaggio e... le mucche, naturalmente! 

Il piano di svegliarsi alle 5 e correre da una fattoria all'altra per arrivare prima che i contadini partano per i campi è stata sornionamente bocciata dal team ugandese, che preferisce partire alle 9 in macchina e, possibilmente, raggiungere solo le fattorie che richiedono il minimo sforzo. Anzi, meglio avvertirli il giorno prima che arriviamo, così siamo sicuri di trovarli! Immagina la spontaneità dell'intervista.. 

.. to be continued!