sabato 1 settembre 2012

California, Point Reyes

L'ovest, la terra aperta, libera, l'oro e nessuna regola. La forza di un'idea, di un'invenzione: la frontiera americana. Un mondo amaro.
1852, 1856, 1862, 1866..  Nati in anni lontani, li vedi sparsi in mezzo al nulla, ancora brulicanti di lavoro. Ranches conficcati, appiattiti dal vento dell'Oceano, tra pieghe di colline di terra arsa, protetti solo da qualche albero piantato a ovest. Niente corrente, niente acqua, solo spazio.



 Lo spaccio più vicino a decina di miglia verso l'interno, a Inverness, paese di tre case abitate dai Giacomini, contadini italiani. 
E poco più a nord i Russi, a cercare oro nel Russian River e a disboscare la frontiera per la madrepatria.
Poco più in là, cent'anni prima di loro, l'Inghilterra depredava queste radure. Il pirata Francis Drake buttava l'ancora, facendosi credere la reincarnazione degli antenati degli Indiani locali.





Oggi gli animali si sono ripresi Point Reyes. 

Le foche insegnano a nuotare ai cuccioli appena nati nelle strette insenature, a poca distanza dalla più grande popolazione di squali bianchi del Pacifico. Le balene passano di qua due volte l'anno, per migrare verso sud in inverno e risalire in primavera. I cervi pascolano con le vacche e centinaia di specie di uccelli affollano le secche della bassa marea.

Il mondo qui è riuscito a zuccherarsi un po' di più.











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