Gli ospiti da queste parti non si fanno entrare in casa, non c'è l'equivalente del nostro salotto, piuttosto si va in una capanna a pianta circolare, molto fresca, appena accanto alla casa principale. Ed è lì che il nostro contadino ci invita a entrare per incominciare a intervistarlo
L'ambiente credo normalmente sia riservato alle donne, che fabbricano contenitori per miele e yogurt da delle zucche
Anche se non ci va sempre così bene, e alle volte ci ripariamo nel nostro furgoncino per fare le interviste al riparo dalle nuvole di sabbia
e così, se a me rimane la macchina, il mio professore deve invece adattarsi ai mezzi locali:
L'arrivo dei Mzungo è sempre un evento per i bimbi, che restano in silenzio, incuriositi ma impauriti, a guardarci
Il sole d'Africa declina e noi ci prepariamo per un'altra giornata di lavoro
Il giorno dopo passiamo dalla cooperativa messa su dal progetto su cui lavoro un paio d'anni fa
e poi ci dirigiamo alla chiesa del villaggio (protestante) per metterci a lavorare con un gruppo di contadini..
.. ma anche lavorare sotto l'albero di mango non è spiacevole!
Terzo giorno di lavoro, nuovo villaggio..
.. e nuove interviste. Finalmente troviamo qualche donna, in posti dove per emanciparsi "bisogna" diventare vedove..
uno dei contadini ci mostra la sua fattoria..
... e le sue mucche che, poverine, sono assetate per la lunga stagione arida
e all'improvviso qualcosa di famigliare, una pianta che conosco (finalmente!), strappo qualche foglia, l'avvicino al naso: Rosemary!!
E così, lasciamo la stella del sud e, nella notte, ritorniamo nel nostro Nord
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