giovedì 4 luglio 2013

Grande non fa rima con ricco

Si cambia registro. Fin'ora i nostri cervelli avevano fumato per capire le ragioni che (non) portano i piccoli contadini ad adottare le nuove tecnologie agricole, ma adesso mettiamo i riflettori sui grandi contadini.

I progetti di sviluppo e le ONG tipicamente considerano che i piccoli sono poveri e i grandi sono ricchi, e così i progetti si ammucchiano sempre sugli stessi, senza mai considerare quelli che hanno ampi possedimenti. I piccoli contadini ormai sono diventati spesso dei signorotti, personaggi cardine di 3 o 4 progetti diversi, tutti che li cercano, tutti che li vogliono! Super indaffarati, furbamente sanno quello che cerchi e quello che possono avere da te.

Invece, con quelli con cento, duecento acri di terreno nessuno ci ha mai parlato. Eppure, ricchi non sono: i pascoli sono quasi abbandonati, non curati, le mucche brucano quello che trovano e la produzione di latte potrebbe essere molto maggiore. Il potenziale è enorme, se solo utilizzassero piante più ricche in proteine e dessero alle mucche una dieta un po' più variata.

Ci incontriamo con alcuni intervistatori e durante il meeting arriva un ospite inatteso


Così, ne approfitto per giocare un po' anch'io


E ben presto arrivano anche le altre due sorelle


Il gioco però non dura molto e dobbiamo ripartire alla volta della savana


Le mucche qui pascolano liberamente, e i contadini per aumentare l'area di pascolo spesso bruciano la foresta, che è area demaniale. Così, il governo per riprendersi le terre pianta boschi di pini, che crescono veloci, ma che consumano molta acqua, rendendo le zone intorno ancora più aride. 


Le mucche hanno un colore rosso, sembrano siano state plasmate dalla terra, dello stesso loro colore. E hanno delle corna arcuate che quasi si toccano




A un certo punto ritrovo qualcosa di familiare nel paesaggio: i pali della luce! Ma non c'è da rallegrarsi, sono lì solo per propaganda, in realtà qui la luce ancora non è mai arrivata..


Ed eccoci alla cooperativa! E' il primo progetto che questo villaggio vede, la prima struttura realizzata per aumentare la produuzione locale di latte, principale attività della zona. C'è tutto: negozio veterinario, ufficio, impianto di conservazione del latte. Latte biologico per definizione, e per macanza d'alternative..




La raccolta del latte da parte della cooeprative garantisce un prezzo stabile ai produttori durante tutto l'anno e crea un po' di lavoro un più. Infatti, date le grosse distanze dei ranch, il latte viene portato qui in bicicletta o moto, in delle taniche gialle di plastica (che certo non ne migliorano la qualità), da dei trasportatori pagati appositamente


Ma per ben funzionare servono anche delle regole trasparenti e condivise



Ci dirigiamo poi verso una fattoria, per vedere come se la cavano.

Il problema qui è l'acqua. Durante la stagione secca fa un caldo micidiale, e i pascoli ne risentono parecchio. 



Così le mucche fanno come noi, si riparano sotto agli alberi in cerca d'un po' d'ombra


Noi ripartiamo alla volta di una missione anglicana dove passeremo la notte, per poi tornare il giorno dopo..




.. e ancora chissà quante altre volte!








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